Post

FREDDIE MERCURY & C., la più grande (jukebox) band di sempre ... L'ennesima riedizione di QUEEN II e il grande bluff del Rock

Immagine
La macchina dell'industria discografica non dorme mai, e quando le idee e la spinta creativa sono un lontano ricordo del passato, il feticismo del collezionismo diventa la risorsa da prosciugare fino all'ultima goccia. In questa prima metà del 2026 assistiamo all'ennesima operazione nostalgia venduta a peso d'oro: la "Collector's Edition" di Queen II, un cofanetto imponente da 5 CD e 2 LP impreziosito dal consueto e prescindibile "2026 Mix", dalle ormai inflazionate sessioni registrate per la BBC e da un intero disco affollato di demo abbozzati, tracce vocali guida e scarti di studio. Una cattedrale di cartapesta concepita per la gioia dello zoccolo duro della fanbase, pronto a rispolverare il solito e stanco dogma: Queen II sarebbe il loro incompreso capolavoro prog, la prova inconfutabile che la band guidata da Freddie Mercury e Brian May non è mai stata una semplice fabbrica di singoli commerciali, ma una realtà profonda, concettuale, ...

Cosa resta di un urlo? L’enigma dei LINKIN PARK tra il fantasma di Chester Bennington e il ruggito di Emily Armstrong

Immagine
Quando il 20 luglio 2017 il corpo di Chester Bennington ha reso il suo ultimo tragico responso alla gravità dell'esistenza, non assistemmo alla semplice interruzione di una parabola artistica, ma al collasso di un'architettura emotiva su cui un intero cambio di millennio aveva edificato le proprie nevrosi. Perché c'è una discriminante fondamentale, spietata e spesso rimossa dalla retorica del music-business, che separa la dissoluzione di una band per insanabili divergenze artistiche dal trauma indicibile del suicidio del suo frontman: nel primo caso parliamo di una scissione, nel secondo di un lutto irreversibile. Se un cantante lascia il gruppo per seguire una deriva solista o perché i rapporti umani si sono incrinati, la sua voce continua a esistere altrove, riallocata in un altro spazio sonoro. Ma cosa accade quando la voce viene inghiottita dal silenzio per sempre? Qual è il limite etico, concettuale e puramente musicale che separa la legittima volontà di sopravvivenza ...

Oltre la Superficie: Quando le “Funzioni Primarie” dei VELVET Diedero Spessore Definitivo al Rock Italiano

Immagine
​Se il tormentone pop-rock "Boy Band" ha rappresentato per i Velvet il botto mediatico iniziale e la rampa di lancio ideale per catturare l'attenzione del grande pubblico nei primi anni Duemila, è con il capolavoro "Funzioni primarie" che la band romana ha dimostrato di possedere una caratura compositiva e una profondità sonora ben superiori alla semplice etichetta di fenomeno pop radiofonico, consegnando agli annali del rock italiano un brano di rara potenza espressiva, caratterizzato da un impianto tecnico rigoroso e da una maturità stilistica sbalorditiva. Dal punto di vista strutturale e strumentale, il pezzo si regge su un tappeto ritmico muscolare e incalzante, guidato da un basso dal groove profondamente pulsante e ipnotico che sorregge riff di chitarra taglienti, distorti e intrisi di un'urgenza alternativa dal sapore internazionale, lontana anni luce dalle soluzioni più commerciali del passato. La produzione esalta ogni singola frequenza...

LA COPIA NON FA L'ARTISTA: L'ILLUSIONE DI "COMUNI IMMORTALI" E L'OMBRA LUNGA DEI GREEN DAY CON "GOOD RIDDANCE"

Immagine
La questione del brano Comuni Immortali di Achille Lauro rappresenta un caso emblematico e affascinante di come, nel panorama della musica pop contemporanea, il confine sottile e spesso sfumato tra la citazione consapevole e la derivazione sospetta finisca inevitabilmente per diventare il terreno di scontro preferito tra il pubblico più attento e la critica musicale, aprendo a riflessioni profonde sui meccanismi di costruzione del consenso e dell'identità artistica. Entrando nel dettaglio di questa dinamica complessa, la critica più frequente, documentata e discussa che è stata mossa nei confronti del brano riguarda il suo impianto armonico fondamentale e, nello specifico, quel giro di chitarra acustica che sostiene e guida l'intera ossatura strutturale del pezzo, spingendo moltissimi ascoltatori e addetti ai lavori a evidenziare una somiglianza a dir poco sospetta, se non addirittura palese, con l'iconica e popolarissima Good Riddance (Time of Your Life) dei G...

SANGUE, POESIA E AMPLIFICATORI: IL DNA INDISCUTIBILE DEL VERO ROCK ITALIANO

Immagine
Se si vuole spogliare l'analisi del rock italiano da qualsiasi filtro affettivo, nostalgico o commerciale, bisogna necessariamente applicare una lente tecnico-musicale spietata che analizzi le strutture armoniche, la fisica del suono, le tecniche di registrazione in studio e la costruzione metrica dei testi. Il "vero rock" non si definisce attraverso una giacca di pelle, un atteggiamento trasgressivo da copertina o un assolo di chitarra inserito a tre quarti di un brano pop radiofonico, ma attraverso la presenza costante di una frizione strutturale, di una ricerca sonora che sfida l'ascoltatore anziché rassicurarlo e di testi che rifiutano la linearità rassicurante delle rime baciate da classifica. Sotto questa luce squisitamente oggettiva, l'Italia possiede una storia rock autentica, viscerale e intransigente che si è sviluppata principalmente nell'underground e nel circuito alternativo, lontana dalle logiche dei grandi numeri da stadio. Il punto ...

"Balorda Nostalgia" di un altro tempo: il vuoto pneumatico cantato (per così dire) da Olly

Immagine
Se c'è una cosa che l'industria discografica italiana contemporanea sa fare alla perfezione, è prendere il vuoto pneumatico, mettergli un po' di autotune, impacchettarlo con una produzione ruffiana e venderlo come "la voce di una generazione". E al centro di questa farsa colossale oggi siede Olly, l'ennesimo "artista" (e le virgolette non sono mai state così necessarie) gonfiato a dismisura dalle major e pompato da un sistema radiofonico che ha palesemente smesso di avere un'anima. L'ultimo scempio si intitola "Balorda Nostalgia", un brano che definire mediocre sarebbe un complimento, perché la mediocrità presuppone almeno uno sforzo fallito. Qui, invece, siamo di fronte al nulla calcolato. Partiamo dal testo, che è forse la parte più dolorosa di tutta l'operazione. "Balorda Nostalgia" sembra scritto non da un cantautore, ma da un generatore automatico di frasi fatte per adolescenti in crisi ormonale. Il te...

Laringe in fiamme e stadi pieni: la spietata verità sull'anti-cantante Ultimo

Immagine
Non occorre un orecchio assoluto per accorgersene, basta un orecchio qualsiasi purché funzionante: Ultimo ha trasformato il più grande limite della musica pop italiana contemporanea — la totale assenza di tecnica vocale — nella sua principale cifra stilistica. Spezziamo pure una lancia a suo favore per onestà intellettuale: come autore di ballate pop melodrammatiche ha indubbiamente un fiuto commerciale notevole, sa costruire ganci melodici semplici, immediati, perfetti per essere cantati a squarciagola sotto la doccia o in auto. Ma la scrittura è un conto, l'interpretazione vocale è un altro, e quando Niccolò Moriconi abbandona la protezione della produzione in studio e prova a fare il cantante, la realtà dei fatti emerge in tutta la sua spietata chiarezza, ponendoci di fronte a un esecutore privo di voce, di estensione e di qualsiasi nozione fondamentale di canto. Il successo di Ultimo si fonda infatti su un grande equivoco acustico e psicologico che fa presa su un pu...

COME TI RADO AL SUOLO LA CLASSIFICA SETTIMANALE DI RADIO ITALIA. L'ITALIANO MEDIO È UN POVERO LOBOTOMIZZATO

Immagine
Ecco la classifica di Radio Italia dal 16 al 22 agosto 2026, opportunamente demolita brano per brano. Un viaggio al termine della pazienza radiofonica, tra ritmi latini di plastica e banalità da villaggio turistico: #1 Merk & Kremont feat. Serena Brancale, The Kolors - Partenope Un minestrone di artisti buttati a caso nel calderone per mungere il cliché napoletano. Più che "Partenope", è una pizza all'ananas sonora progettata a tavolino. #2 Gaia - Bossa nostra L'ennesimo insano tentativo di spacciarci ritmi sudamericani annacquati per finta eleganza avanguardista. "Noiosa nostra", semmai. #3 Tommaso Paradiso - Agitare coca cola Il titolo svela la sua inossidabile routine di scrittura creativa: agitare nostalgia anni '80 a caso, aggiungere un po' di zucchero e servire il tutto rigorosamente sgasato. #4 Emma, Fabri Fibra - Antidroga Un'accoppiata che fa passare la voglia persino di accendere la radio. Il titolo sembra solo un pretes...

QUANTO SEI STONATO...DOV'È IL TALENTO DI ACHILLE LAURO?

Immagine
Il fenomeno Achille Lauro è forse uno dei casi di studio più interessanti della discografia italiana recente: il perfetto trionfo dell'involucro sul contenuto, dove la regia d'immagine, il costumismo e il marketing della provocazione vengono usati per mascherare una spaventosa povertà vocale e musicale. Se si spoglia la sua produzione dal contorno di riflettori, abiti di alta moda, quadri allegorici e citazioni d'arte mandate a memoria, quello che resta sul nastro è il nulla cosmico: un performer privo dell'elemento fondamentale che dovrebbe definire un cantante, ovvero la voce. Dal punto di vista puramente tecnico ed anatomico, parlare di "estensione vocale" per Achille Lauro è quasi un azzardo terminologico. Un cantante professionista — anche nel pop o nel rock — gestisce estensioni di almeno due ottave, controlla l'appoggio diaframmatico, gestisce le dinamiche tra piano e forte e possiede un'intonazione stabile. Lauro non fa nulla di tut...

È USCITO IL MIO NUOVO LIBRO, VARIE IPOTESI SUL VUOTO 🌀

Immagine
Cosa succede quando il vuoto smette di essere una semplice assenza e diventa l'unica vera condizione in cui riusciamo a vivere? È finalmente disponibile "VARIE IPOTESI SUL VUOTO" , la nuova, dirompente silloge poetica indipendente di Alessio Miglietta. Questa non è una raccolta di poesie rassicuranti progettata per consolare. È un'autopsia dell'anima contemporanea: un'esplorazione cruda, viscerale e senza filtri della nostra epoca. In un mondo frenetico dominato da "grattacieli" specchiati e "fabbriche che ruggiscono", l'autore ci trascina in un viaggio introspettivo dove l'alienazione metropolitana è la protagonista assoluta. Attraverso un linguaggio affilato che mescola in modo geniale metafore cliniche, tecnologiche e urbane, l'opera scava a mani nude nei nostri abissi interiori: 🩸 L'Amore come Infezione: Le relazioni non sono edulcorate, ma presentate nella loro veste più disillusa e tossica, descritte...

La Metamorfosi Musicale del Verbo Poetico secondo l'autore MARCO PETRUZZELLA

Immagine
Esiste un momento germinale, nella riflessione teorica ed esistenziale del poeta Marco Petruzzella, in cui la parola smette di contemplare la propria aristocratica solitudine per aprirsi alla necessità impellente della manifestazione. Mosso da una dialettica che egli stesso definisce apertamente iperbolica — un'attitudine stilistica e filosofica in cui l'esagerazione espressiva diviene tensione verso l'assoluto —, Petruzzella traccia una parabola illuminante sulla transizione dal verso puro alla forma canzone. Non si tratta di una semplice operazione di adattamento metrico né di un compromesso commerciale, bensì di una vera e propria metamorfosi ontologica. Con un'analogia folgorante e quasi teologica, il poeta paragona questo passaggio al modo in cui la divinità decide di farsi profeta per comunicare con il creato, o a come l'anima si trasforma in spettro per rendere percepibile la propria presenza. Tale trasfigurazione risponde a una «pratica necessari...

Dicono di LETTERATURA ROCK ... il contributo di Alessandra Vasconi del blog letterario "I Libri di Alessandra"

Immagine
LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO QUI 📚

Glen Hansard e la fine dell'autenticità acustica

Immagine
C'è una tragica, spietata e quasi poetica ironia nel fatto che sia stato proprio l'asfalto di Dublino a portarsi via Glen Hansard in quel maledetto luglio del 2026. La strada, quella stessa entità fisica, ruvida e ostile che lo aveva battezzato, nutrito e forgiato come artista fin dai tempi di Grafton Street, ha finito per reclamare il suo figlio più devoto a causa di un atroce incidente motociclistico. Con lo schianto fatale di quella notte, non scompare solo un cantautore immenso, leader dei The Frames e premio Oscar, ma se ne va definitivamente l'ultimo vero cantore della strada. Un randagio della melodia che aveva elevato il busking a una liturgia laica, fatta di sudore, saliva e verità bruciante. Hansard non era semplicemente un musicista prestato ai marciapiedi; era la via stessa che si faceva carne, legno e suono. La sua intera parabola artistica resterà per sempre la testimonianza di una connessione senza filtri tra asfalto e palcoscenico. Che si trovass...

[MONOGRAFIA] Afterhours: La poesia del rumore, del furore e del buio

Immagine
Milano. Piove su una metropoli industriale e grigia. L'asfalto riflette le luci giallastre dei lampioni. In sottofondo, il fischio distorto di un amplificatore valvolare spinto al massimo. Il riverbero cresce fino a diventare insopportabile, poi un accordo di chitarra elettrica lo spezza a metà. C'è stato un momento in cui il rock in Italia era solo un'imitazione sbiadita di ciò che accadeva oltreoceano. Poi, dal ventre umido di Milano, è emersa un'entità che ha preso la melodia italiana, le ha tagliato la gola con un vetro rotto e ha usato il sangue per scriverci sopra poesie maledette. Questa è la storia degli Afterhours. Probabilmente, la più grande rock band che questo Paese abbia mai partorito. Quando gli Afterhours squarciano il velo degli anni Novanta, il rock italiano è diviso a metà: da una parte l'impegno politico scarno e rurale dei CSI, dall'altra il rumore bianco e raffinato dei Marlene Kuntz. La creatura di Manuel Agnelli si insinua e...

[MONOGRAFIA] Oasis: L'anima ruvida e immortale del Britpop

Immagine
La scelta di ripercorrere la storia degli Oasis significa per me guardare a un pezzo di vita condiviso, a una parte del cuore marchiata indelebilmente con i colori della Union Jack, per immergersi nella parabola di una band che ha segnato a fuoco l'ultimo decennio del Novecento e non solo. Attivo dal 1991 al 2009, questo storico gruppo di Manchester guidato dai fratelli Noel e Liam Gallagher ha saputo incarnare lo spirito del Britpop e dell'indie rock come nessun altro, vendendo oltre 70 milioni di dischi e trasformandosi da fenomeno musicale a vero e proprio costume sociale. Il loro stile, sospeso tra il rock ruvido degli anni settanta e un rock and roll sfacciatamente melodico, si è sempre nutrito di una fiera attitudine britannica, tanto che la stampa coniò per loro il termine "Sex Beatles", evidenziando la sintesi perfetta tra l'impatto sonoro e nichilista dei Sex Pistols e la pura genialità armonica dei Beatles, arricchita dalle influenze di Rolli...

IL "TALENTO" SECONDO IL TELEVOTO. E LA MUSICA DOV'È?

Immagine
Le cantanti dei talent show. Quella roba che ti propinano come il futuro della musica, ma che è, in realtà, il presente della mediocrità. Non sono artiste, sono spot ambulanti, pacchetti preconfezionati pronti per essere venduti. Il talento? Ah, quello è opzionale. L'importante è avere una buona storia alle spalle o, in mancanza di quella, un paio di qualità che fanno parlare: la bellezza che sfida ogni legge della fisica o, all’opposto, il peso di un satellite. Due estremi che servono solo a distrarre dal vuoto cosmico che chiamano musica. E poi arriva il momento clou: la lacrima. Ogni cantante di un talent ha una lacrima di default. È come l'autotune, non puoi farne a meno. "Ho sofferto tanto, ma ora sono qui." Certo, perché noi non abbiamo sofferto, no. Noi viviamo in un mondo perfetto. E tu, poverina, con la tua chitarra di plastica e il tuo sogno spezzato, ci stai raccontando una favola moderna. Lacrime che valgono più del talento. E funziona! Funzion...